ALCUNI DELIZIOSI FRUTTI DEI GIARDINI HANBURY

di Elena Zappa

Accanto a frutti conosciuti fin dall'antichità, originari della regione mediterranea o in essa diffusi in tempi lontanissimi, in passato comuni nell'alimentazione umana e oggi "dimenticati" e poco conosciuti, nei Giardini si possono osservare frutti esotici di origine tropicale o subtropicale; alcuni di essi sono stati introdotti in Italia per la prima volta proprio alla Mortola, da Thomas e Daniel Hanbury.

- parte 1a - I frutti "antichi"

Arbutus unedo
Corbezzolo
Ericaceae
Mediterraneo, Isole Canarie
Questa specie, tipico elemento della macchia mediterranea, è distribuita nella regione mediterranea, nelle isole Canarie e lungo le coste irlandesi.
La pianta è un arbusto sempreverde, con foglie coriacee e lucide, alto fino a 8 metri, con fiori riuniti in grappoli terminali.
La fioritura e la maturazione dei frutti sono contemporanee in autunno.
I frutti, globosi e carnosi, hanno un diametro di 1-2 cm (ed anche più) ed una superficie densamente granuloso-tubercolata, per la presenza di innumerevoli tubercoli di forma quasi piramidale. Esternamente sono di colore rosso intenso, con polpa gialla. Sono commestibili e persistono a lungo sulla pianta, anche per tutto l'inverno, se non vengono mangiati dagli uccelli!
I frutti sono di sapore dolce acidulo; possono essere consumati con zucchero e con l'aggiunta di un vino liquoroso. In passato erano utilizzati per la preparazione di liquori e di marmellate. Il nome specifico unedo deriva dalla contrazione dell'espressione latina unum edo, ne mangio uno solo.
Nei Giardini Hanbury un esemplare di notevoli dimensioni è presente in prossimità del Campo da Tennis.



Ziziphus jujuba
Giuggiola, Zizzola,
Rhamnaceae
dal S e SE Europa al N Cina e Giappone
Piccolo albero alto 4-6 m. In Italia è noto fin dall'epoca romana e viene coltivato nei giardini e negli orti familiari.
Il frutto é di colore marrone chiaro poi rossastro, con polpa biancastra, a volte farinosa o mucillagginosa, con un sapore subacido dolciastro che rammenta quello del dattero (in Cina i frutti sono chiamati "datteri cinesi").
I frutti, diuretici e lassativi, si consumano freschi, specialmente quando sono avvizziti, o in marmellate e conserve; in Cina si essiccano su graticci dopo averli snocciolati e si usano invece dell'uva passa o, bolliti in sciroppo, con riso e miele. La maturazione dei frutti avviene in settembre.
Nei Giardini Hanbury è coltivato nella Piana, ai margini dell'Agrumeto di Ponente.



Crataegus azarolus
Azzeruolo, Azzaruolo
Rosaceae
Creta, W Asia, N Africa, naturalizzato in S Europa
Albero alto 4-8 m, simile al biancospino.
I frutti sono globosi, di color rosso, diametro 1-3 cm, con polpa butirrosa, dolce, acidula, contenenti 1-5 semi ossei. Si raccolgono alla metà di settembre ancora non perfettamente maturi e si fanno maturare tenendoli per qualche giorno nella paglia in ambiente asciutto. Si consumano allo stato fresco, ma anche in conserve, gelatine e confetture; si conservano bene in sciroppo dopo averle private dei semi. Si consumano allo stato fresco, ma anche in conserve, gelatine e confetture; si conservano bene in sciroppo dopo averle private dei semi.
Nei Giardini Hanbury sono presenti due esemplari, rispettivamente in prossimità del Viale dei Cipressi e nella Piana, nell'area del Frutteto Esotico.



Cydonia sinensis
Cotogna
Rosaceae
Cina
Piccolo albero alto fino a 5 m, di origine asiatica e conosciuto già dai Romani col nome di Mala cydonea, derivato da Cidone, città dell'isola di Creta dalla quale si presume sia stata introdotta a Roma.
Il frutto, inizialmente verdastro (nei mesi di ottobre e novembre), a maturità, a dicembre, diventa di colore giallo e di odore aromatico assai gradevole; la polpa è dura ed astringente, anche a completa maturazione e può essere mangiata solo dopo prolungata cottura. Il frutto viene utilizzato per la preparazione di gelatine e canditi.
Nei Giardini Hanbury la cotogna è coltivata in diverse aree delle Piana e in prossimità del Campo da Tennis.



Mespilus germanica
Nespola
Rosaceae
SE Europa, Asia Minore
Piccolo albero caducifoglio, alto 3-5 m, che cresce spontaneo nei boschi e nelle siepi delle zone collinari e montane.
E' una pianta nota fin dall'antichità per i frutti che uno due secoli fa erano più apprezzati di ora: sono ricordati nei quadri dei pittori del '700. I frutti, le foglie e la corteccia hanno proprietà astringenti e venivano usati in medicina.
I frutti, per la loro asprezza, sono immangiabili alla maturazione (da novembre a gennaio) e diventano commestibili solamente nel momento in cui inizia l'ammezzimento, cioè una serie di trasforazioni biochimiche paragonabili ad una fermentazione, per cui la polpa ricca in tannino ed aspra, diventa bruna, molle, zuccherina di un sapore acidulo gradevole e consistenza pastosa. Questo processo viene accelerato con la raccolta e la conservazione dei frutti nella paglia.
Nei Giardini Hanbury è presente un esemplare nella Piana.




Punica granatum
Melagrana
Punicaceae
Medio Oriente, naturalizzato nella regione mediterranea
Il melograno è una pianta di antichissima coltivazione: era noto alle civiltà greca e romana, ma ancora prima nell'Antico Testamento compare tra le piante della Terra Promessa; gli Ebrei lo conobbero dai Fenici, i quali attribuivano al fiore ed al frutto un significato religioso.
E' un arbusto o un piccolo albero, con rami spinosi, coltivato sia per i fiori sia per la produzione dei frutti.
Il frutto è una bacca coriacea, sferica e grossa, coronata dai resti del calice, che matura in ottobre. All'interno si osservano diversi loculi, ciascuno dei quali è rivestito da una membrana giallastra e contiene un numero imprecisato di semi, con un rivestimento succoso e trasparente. La melagrana viene utilizzata in diversi modi: per il consumo diretto, per la preparazione di sciroppi (granatina), gelatine, bevande fermentate. Dalla parte esterna del frutto (pericarpo) si estraggono tannini.
Un notevole esemplare di melograno cresce nel Piazzale Sud dei Giardini Hanbury: la pianta era già presente in giardino nel 1867.


Sorbus domestica
Sorba
Rosaceae
S e C Europa, Mediterraneo, Asia Minore, N Africa
Albero alto fino a 15 m, spontaneo nei boschi delle regioni temperate dell'Europa.
I frutti, di colore giallo bruno e di circa 5 cm di diametro, sono riuniti in mazzetti di 5 _ 10; la polpa è aspra, ricca di tannino ed astringente; dopo la raccolta, a ottobre-novembre, i frutti vengono fatti ammezzire sulla paglia e diventano così dolci.
Il sorbo come pianta da frutto è di interesse molto limitato in Italia; viene invece molto coltivato in Francia e Germania per la produzione di sidri.


Diospyros lotus
legno di Sant'Andrea
Ebenaceae
Asia. Naturalizzato nelle regioni mediterranea e balcanica
Diospyros lotus, originario dell'Asia, è naturalizzato nelle regioni mediterranee e balcaniche; la pianta è stata introdotta in Europa nel 1596, già alla fine del 18° secolo era regolarmente coltivata nel sud dell'Europa.
La specie è conosciuta sotto diverse denominazioni, tra le quali "legno di Sant'Andrea" e "legno santo" perché una leggenda sosteneva che Sant'Andrea fosse stato crocifisso su quest'albero. Nel giorno della festa di Sant'Andrea, a Roma, se ne vendono i frutti, simili ai più noti kaki, ma più piccoli.
I frutti, che maturano in autunno, sono inizialmente molto aspri, ma, avvizzendo, diventano dolci e gradevoli.
Quest'albero è usato come porta-innesto delle varietà di kaki più delicate.
La pianta nei Giardini Hanbury è coltivata nella Piana.