IL VIALE VISTA NUOVA

di Elena Zappa


1. - Storia del Viale Vista Nuova
L’area attraversata dal viale Vista Nuova all’inizio del secolo XX si presentava come un pendio compreso tra il viale dei Cipressi e la Strada Romana, attraversato da alcuni viali, e caratterizzato da piante australiane; nella carta redatta da A.Voigt (1914) troviamo la Australian Wood, con numerosi esemplari del genere Eucalyptus e altre specie di origine australiana, elencate in una lista allegata.
Daniel Hanbury (Mazzino, p. 92) aveva introdotto la coltivazione degli eucalipti perchè offrivano possibilità interessanti nel campo della ricerca chimica e farmacologica. Inoltre venivano considerati piante di notevole interesse forestale per la notevole rapidità di crescita.
Penzig (1883) descrive nello spazio interposto tra i viali dei cipressi ”sopra un piano meno inclinato, un boschetto formato tutto da piante tropicali – quasi esclusivamente della Nuova Olanda. ..e così troviamo qui, nell’insieme di Casuarine, Acacie, Proteacee e Mirtacee, una immagine fedele dello shrub caratteristico dell’Australia”.
Negli anni successivi la morte di Sir Thomas Hanbury, la foresta doveva presentarsi impoverita rispetto alla consistenza iniziale, come si rileva dalle note di Dorothy Hanbury (p. XLVII).
Il viale venne realizzato intorno 1920, quando alla fine della seconda guerra mondiale Cecil e Dorothy Hanbury fecero ritorno alla Mortola alla fine della seconda guerra mondiale ed iniziarono la riorganizzazione dei Giardini.
Nelle note del catalogo del 1938 Dorothy Hanbury delinea i principi della progettazione del viale, caratterizzato da un percorso rettilineo che interseca le curve dei sentieri dell’antica “Foresta Australiana”. Bordato da rigogliosi Echium fastuosum di blu molto intenso, come se il cielo avesse fatto cadere il suo mantello blu intenso. Alle spalle degli echium un filare di mandorli a fiore bianco doppio e grande, che fioriscono a febbraio, e a intervalli grandi antiche giare da olio, acquistate nel 1923 a Pigna”.
Il viale inizia dalla fontana del drago, circondata da Papiri, per raggiungere la Strada Romana.
Dalle fotografie (collezione privata Carolyn Hanbury) si vede che in origine (intorno al 1920) il viale era piantato con echium e con una bordura di Lavandula dentata; nel 1926 vennero introdotti i mandorli, sostituiti (secondo le note manoscritte di una fotografia) intorno al 1930 da Prunus powlardii.
Nelle fotografie degli anni successivi (1938) si nota la presenza di agerati e mandorli secondo la didascalia Prunus powlardii, in piena fioritura a febbraio.
La lista delle specie presenti nel 1968 (Grazi, manoscritto) mostra l’introduzione in tempi più recenti di esemplari di rose: Rosa x anemonoides introdotta da Dorothy in corrispondenza delle giare della parte centrale, e Rosa ‘Général Schablikine’ nei tratti pianeggianti più bassi.
Però i mandorli presenti oggi nel viale, di considerevoli dimensioni e quindi probabilmente originali, sono a fiore bianco semplice. Sulle piante sono evidenti le antiche potature volte a favorire lo sviluppo dei rami verso il percorso quasi a costituire una volta.
Lungo il viale nessun esemplare di Prunus powlardii - Prunus x amygdalopersica ‘Pollardii’ - (a fiore rosa) è rimasto in vita.
La documentazione scritta e iconografica esistente sul viale è molto scarsa: è quindi molto difficile ricostruire in modo preciso le piantagioni del viale mentre è possibile solo delineare i principi di progettazione.
Il colore chiaro dominante dei fiori indirizzava lo sguardo verso la statua in marmo della Schiava all’interno della grotta, alle spalle della fontana del Drago.
I cipressi erano disposti a due a due in corrispondenza degli scalini.
La panca collocata in fondo al viale invita la vista dal basso verso l’alto verso la Schiava. Quest’ultima ed il mare in basso costituiscono i due punti di riferimento importanti. La lunghezza è inoltre accentuata dalla successione regolare delle giare e dalla continuità delle bordure.

2. - Analisi comparativa dei dati disponibili
Confrontando la lista di Voigt (1914) e quella del 2004 si rileva che pochissimi esemplari presenti nella carta del 1914 in prossimità dell’area del viale sono presenti nel 2004: in particolare sono rimasti un grande esemplare di Melaleuca preissiana nella parte superiore del viale, e in posizione più marginale una Ceratonia siliqua e un Eucalyptus citriodora. Nella parte bassa un esemplare di Tristania conferta ed una Magnolia grandiflora, in posizione marginale.
Considerando gli elenchi e le planimetrie del 1968 si rileva come il viale sia cambiato rispetto alla piantagione originale, come può essere ricostruita attraverso le note di Dorothy Hanbury (1938) per effetto dell’introduzione di specie diverse.
Il confronto con le liste del 2004 mostra che gran parte delle introduzioni degli ultimi trenta anni non hanno tenuto conto del progetto originale e non sono in sintonia con il contesto precedente (Foresta Australiana).
Per alcune specie è ipotizzabile un insediamento spontaneo, senza che ne sia stato contenuto lo sviluppo.

3. - Il Restauro del Viale
Il progetto prevede di riportare il viale all’assetto originario, con l’introduzione di nuovi esemplari di Mandorli, di Echium fastuosum e di una bordura di Lavandula dentata.
L’esistenza di un percorso lineare in un’area abbastanza acclive pone problemi di regimazione delle acque, risolti attraverso la realizzazione di una rete di raccolta.
Gli elementi architettonici, le parti realizzate in pietra e gli altri manufatti (fontane, muri, scale, bordure, bordura in cemento colorato) sono stati restaurati.
Per quando riguarda gli aspetti colturali e la copertura vegetale, sono state effettuate analisi del terreno e si è proceduto al suo miglioramento.
Nell’estate 2004 è stato effettuato il censimento delle piante presenti, con indicazioni su provenienza, piantagione e interventi necessari. Per alcune piante è stata prevista l’eliminazione per motivi sanitari, di sicurezza per le persone o per le strutture, per mancanza di significato nel contesto del viale, per interferenza visiva.
Altre piante, pur estranee al progetto iniziale, possono avere una rilevante valenza culturale per la rarità o unicità in giardino, per la vetustà dell’esemplare, per la pre-esistenza e quindi questi valori ne hanno motivato la loro conservazione.
In considerazione dei criteri sopra esposti si è ottenuta una lista degli individui da conservare.
Si è resa necessaria la rimozione delle ceppaie presenti nel terreno.
Un aspetto fondamentale da considerare nel progetto del viale è la copertura del terreno sui pendii che caratterizzano la parte alta e media del viale, sia per limitare lo sviluppo di infestanti sia per ridurre i fenomeni di dilavamento. Per questo è opportuno mantenere ed incrementare le piante coprisuolo già presenti, ad esempio Enchilena tormentosa, di origine australiana, nella parte alta ai lati della scala.

Nel corso della primavera sono stati piantati alcuni giovani mandorli nella parte alta del viale. Le successive piantagioni saranno effettuate alla fine dell’estate. La conclusione dei lavori è prevista per l’inizio del 2006.